La collezione

La riproduzione della realtà per immagini ha da sempre occupato il pensiero dell’uomo e l’arte ci tramanda splendide testimonianze di ciò; il progredire delle ricerche scientifiche, in particolare quelle sull’ottica, la chimica, la matematica, ha permesso di esplorare strade nuove e di aprire un variegato ventaglio di applicazioni alcune delle quali sono ancora oggi alla base dei più moderni strumenti per la visione.

Lanterna magica ad alcool. Monteni A. Parigi, 1880

Lanterna magica ad alcool. Monteni A. Parigi, 1880

La conoscenza della camera oscura ha una storia antica: già Aristotele ne descrisse il fenomeno e, nell’XI secolo, lo scienziato arabo Alhazer condusse approfonditi studi sulle sue caratteristiche. Essa riproduce in forma non durevole la realtà, è fondamentale per gli studi sulla prospettiva e non di rado viene utilizzata dai pittori paesaggisti del XVII e XVIII secolo e oltre.

Vetro animato dipinto a mano con tiretto. Seconda metà del XIX secolo

Vetro animato dipinto a mano con tiretto. Seconda metà del XIX secolo

L’illusione del movimento si fonda sul principio della persistenza dell’immagine sulla retina ed è alla base delle ricerche di matematici e fisici; dai loro esperimenti nascono diversi dispositivi che verranno divulgati con il nome di Giochi filosofici. Il Fenachistiscopio è costruito dal fisico belga J. A. Plateau nel 1833, lo Zootropio è presentato nel 1834 dall’inglese W. G. Horner e, nel 1876, E. Reynaud costruisce il Prassinoscopio che “dà l’illusione del movimento con l’aiuto di specchi mobili”.

Lanterna magica a petrolio. E. P. Standar Ernst Plank. Norimberga, 1900

Lanterna magica a petrolio. E. P. Standar Ernst Plank. Norimberga, 1900

La lanterna magica viene descritta per la prima volta dal gesuita Kircher nel 1646 ed ha ampia diffusione dall’800 fino alla prima metà del ’900; introducendo la possibilità della visione collettiva  viene utilizzata per scopi didattici, fantastici, di spettacolo e intrattenimento; il suo diretto discendente, il diaproiettore, è divenuto obsoleto solo con l’avvento dei videoproiettori.

Lastra fotografica colorata a mano. Seconda metà del XIX secolo

Lastra fotografica colorata a mano. Seconda metà del XIX secolo

La lanterna magica è costituita da una “scatola” contenente una fonte di luce (candela, lume a spirito o a petrolio o a gas ed infine lampada ad elettricità), uno specchio concavo posteriore ed un sistema di lenti che consente la proiezione di immagini dipinte su vetro e, dalla seconda metà dell’800, fotografate. Sulla base del principio della persistenza dell’immagine sulla retina i vetri dipinti, abilmente manovrati tramite tiretti e cremagliere, cominciano a proporre la dinamizzazione delle immagini che danno l’impressione appunto del susseguirsi l’una all’altra.

Vetro animato dipinto a mano, con meccanica a cremagliera, per la dimostrazione della rotondità della terra. Fabbricazione inglese. Seconda metà del XIX secolo

Vetro animato dipinto a mano, con meccanica a cremagliera, per la dimostrazione della rotondità della terra. Fabbricazione inglese. Seconda metà del XIX secolo

Attraverso gli studi del fenomeno fisico della visione binoculare il fisico inglese C. Wheatstone concepisce, nei primi decenni dell’Ottocento, un modello di Stereoscopio che verrà poi diffuso con alcune modifiche dall’ottico francese Duboscq. Permette di visionare immagini – stereogrammifacendo percepire con evidenza il senso della profondità e della tridimensionalità. Man mano che anche il processo fotografico si sviluppa grazie ai progressi della chimica vengono utilizzate a questo scopo fotografie realizzate con macchine stereoscopiche. Con questo dispositivo la fruizione in 3D è individuale; per avere una visione collettiva, dopo gli esperimenti di Reynaud nei primi del ’900 che unisce due prassinoscopi e uno stereoscopio, occorrerà attendere lo svilupparsi della tecnologia attualmente impiegata.


Elenco completo e dettagliato degli oggetti esposti

  • Cappello di Federico Fellini – Dono di Enzo De Castro, segretario particolare del regista per 25 anni e grande amico di Antonio.
  • Lanterna magica a due fuochi, a gas, in legno di mogano. J. H. Steward – Londra. Usata anche per dissolvenze – 1880.
  • Banco ottico da studio – Lamperti e Garbagnati – Milano.  Lastre 25 x 25 cm. Portaottica decentrabile, portalastre basculabile. Corpo in legno di noce. Chassis a serrandina in noce e mogano – 1900 ca.
  • Proiettore Pathé 35 mm. Con lanterna inglese ad arco con carboni da 25 mm. Incompleto – 1900 ca.
  • Teatro delle ombre – F. D. Séraphin des Enfants. Edizione Anciennes Maisons Le Bailly et O. Bornemann – Paris. La sua storia principale è “Le pont cassè”. Il Teatro delle ombre, noto in oriente da più lunga data, arriva in Europa nel 1760, in particolare in Italia e  Germania e nel 1770 approda in Francia avendo un’ampia diffusione anche come passatempo familiare.
  • Lanterna giocattolo a petrolio E.P. standard, con scatola completa di 12 vetri – 1920.
  • Lanterna giocattolo di produzione tedesca. Illuminazione a candela o a spirito. Completa di 15 vetri – 1890.
  • Cinecamera Ernemann. 35 mm – 1914.
  • Cinecamera Cinema Pathè professionale. 35 mm. Portascatole da 60 metri. Mirino a pozzetto – 1906 ca.
  • Proiettore Pathè Kok. 35 mm. Manuale a manovella con lampade a filamento metallico 6 volt A 5. Completo di coperchio – 1913.
  • Cinecamera Ernemann. 35 mm. Costruita in legno. Manuale a manovella – 1900
  • Proiettore Arnoid. 35 mm – 1910 ca.
  • Lanterna a petrolio. Lastre 8,5 x 8,5 cm – 1900 ca.
  • Lanterna con stoppino a olio fabbricata dall’ottico W.C.Hgnes.
  • Lanterna La Bonne Presse – France.  A focale ottica variabile – 1910 ca.
  • Lanterna a gas. John Watson. New Castle – prima metà XIX sec.
  • Lanterna giocattolo a petrolio. A. W. Garage ltd – Holborn – London – E. Plank – 1870-90.
  • Lanterna giocattolo. A. Monteni – Paris – 1880.
  • Lanterna giocattolo. Gloria E. P. – 1902.
  • Lanterna Le Bayard a petrolio con tre stoppini. Produzione La Bonne Presse – Parigi – 1900 ca.
  • Lanterna Mazo Helios a petrolio – Parigi – 1920 ca.
  • Fotocamera Folding – Parisio Cantini – Empoli. Obiettivo Rechligne. Con otturatore esterno. Lastra 13 x 18 cm. Corpo in noce. Completa di chassis – 1890 ca.
  • Fotocamera Folding – Con otturatore esterno. Portaottica decentrabile sui due assi, portalastre basculabile. Corpo in noce chiaro – primi ’900.
  • Apparecchio di ingrandimento – Lastre 8 x 10 cm. Corpo in legno di mogano. Soffietto in pelle – 1920 ca.
  • Fotocamera Folding – Lastre 9 x 12 cm. Corpo in legno di mogano. Completa di chassis – 1900 ca.
  • Flash alla polvere di magnesio –  Per lampi forti. Accensione con percussore a molla per entrambi i modelli – 1900 ca.
  • Fotocamera Folding Kodak –  Autographic Brownie. Lastre 6 x 9 cm – 1908 ca.
  • Camera Stereoscopica Verascope – Lastre a due immagini 4 x 4 cm. Completa di chassis e lastre impressionate – 1910 ca.
  • Lampade a olio da camera oscura – A luce rossa. Brenner Kosmos – fine ’800 / Lampe Pigeon – fine ’800.
  • Fotocamera Folding – Astoria – Osaka. Lastre 11 x 15 cm. Obiettivo Aldis Brothers – Birmingham.
  • Folioscopio – La successione rapida delle immagini dà l’impressione del movimento
    a. Tre lezioni di boxe, di produzione inglese – 1924.
    b. Kinopocket Pencap, di produzione italiana – 1928.
    c. Fred Astaire e Ginger Rogers in “Voglio danzare con te”, di produzione italiana
  • Prassinoscopio teatro – Perfezionamento dello Zootropio dove le fessure sono sostituite da specchi che riflettono le immagini rotanti, arricchito da una struttura componibile che simula il teatro. Completo di strisce originali.
  • Zootropio – Applica l’invenzione di Plateau sotto forma più pratica, non necessita di specchio per la visione delle immagini. Fu inventato da Corner e Stampfer nel 1834. Il modello esposto è di fabbricazione francese.
  • Fenachistiscopio – Inventato dal fisico belga Plateau nel 1833. Sono esposti due esemplari corredati da alcuni dischi di diverso soggetto.
  • Prassinoscopio – Perfezionamento dello Zootropio dove le fessure sono sostituite da specchi che riflettono le immagini rotanti. Costruito da Emile Reynaud e brevettato a Parigi nel 1877. Vince la medaglia d’argento all’Esposizione di Parigi del 1879, all’Esposizione Universale del 1889 vince la medaglia di bronzo. Completo di strisce originali.
  • Polyorama panoptique – Visore per immagini con effetto giorno-notte completo di sei vedute originali – 1851.
  • Stereoscopio – Permette di visionare immagini – stereogrammi – facendo percepire il senso della profondità e della tridimensionalità. Di Negretti e Zambra. Immagini 5,7 x 7,0. Di fattura pregevole in radica di noce è completo di una serie di fotostereografie di un matrimonio – ultimo quarto XIX sec.
  • Stereoscopio – A cremagliera, lenti apocromatiche, per visione di fotografie su vetro – 1900 ca.
  • Stereoscopio – A cremagliera, lenti apocromatiche, per visione di fotografie su carta – 1900 ca.
  • Stereoscopio –  Con regolazione manuale della messa a fuoco tramite l’allontanamento, per visione di stereogrammi su carta. In legno e cuoio.
  • Stereoscopio –  Con regolazione manuale della messa a fuoco tramite l’allontanamento, per visione di stereogrammi su carta. In legno di mogano e alluminio – 1897.